lascia stare l'attimo e prendi l'infinto

Eccomi

Utente: buZZica
a volte le persone si incontrano così, per caso, e proprio il caso vuole che ti facciano stare bene

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lunedì, 15 giugno 2009

...e ho delle parole che mi ronzano in testa da qualche settimana.
e faccio fatica a scrollarmele di dosso:

"A. è venuta con violenza, A. è nata da una violenza"

Postato da: buZZica a 17:16 | link | commenti (3) |

venerdì, 12 giugno 2009

Credo di aver voltato pagina, forse più mentalmente, mentre quel battito va sempre in una sola direzione.
Probabilmente rimarrà li per sempre.
Ho voglia di andare avanti, ho voglia di rimettermi in gioco, ho voglia di abbandonarmi e amare di nuovo. Ho scoperto che non ne posso più fare a meno, ho capito che non voglio più stare sola. Che ho bisogno di condividere, ho bisogno di stare e avere accanto qualcuno che mi faccia stare bene. Ho bisono di quel benessere, quello stato di appagante sensazione di crescita, quella soddisfazione di costruire qualcosa tutto mio e della persona che mi sta accanto.
Ho voglia di fare progetti, ho voglia di trovare un equilibrio, ho voglia di fare pazzie, ho voglia di cambiare vita, ho voglia di trovare quella strada che cerco da sempre. Ho voglia di collocare ogni pezzo del puzzle al propio posto. Ho voglia che questo appuntamento settimanale ad un certo punto non sia più necessario. Voglio arrivare in un punto ben preciso. Per poi ripartire di nuovo. Quasi come nuova.
Ma quando, questi progetti mi apariranno senza questo amore che brucia ancora dentro?
Quando smetterò di immaginarli con questo cuore che batte ancora in funzione di lei?

Ci provo, ci ho provato. Ci proverò ancora e ancora.

Metto alla prova la mia stabilità e penso molto.
Ho cominciato pure a fumare.
Ascolto di più me stessa e ho deciso di essere sincera in ogni cosa, con me, ma soprattutto con le persone che mi circondando, con le persone che mi danno molto, con le persone del quale non posso farne a meno perché mi fanno stare bene...
Ho sempre ancora questa voglia di spostarmi, sogno una vita diversa ma non la posso affrontare, come ho tentato in passato, ma ora so che non è il momento, che non lo è mai stato. Che c'è un altro viaggio prima da percorrere.

Postato da: buZZica a 10:35 | link | commenti (1) |

mercoledì, 18 marzo 2009

Sembra che tutto debba per forza mettersi a posto ora, in questo periodo.
E la mia scorza è messa alla prova, il mio guscio si romperà? Giusto per vedere quanto resisto, finché non mi spezzo. Sono quasi stanca di vedere il vaso che straborda. Ancora una goccia. E non c'è coperchio che tenga, bisogna scoprirli tutti. E tu non sei con me per starmi accanto. Ancora una volta devo affrontare tutto da sola, senza una figura che mi scaldi. Ma che cambia? Ho il diritto di essere come sono. Come ho sempre avuto il diritto di avere paura, di essere arrabbiata, di sentire quella solitudine che è scaturita da ricordi che non ricordo. Azzerato. Control + alt + delete. Ma tanto lei non capisce. Non lo ha mai fatto. E me ne rendo conto solo ora.

-Ciao zio Fra.

Postato da: buZZica a 10:29 | link | commenti (1) |

venerdì, 13 marzo 2009

Qual è quella sottile linea rossa da sorpassare. Quella porta da varcare. Nuda. Spoglia.

Quando finisce qualcosa rimane sempre quella sensazione di vuoto, di freddo. È un po’ come quando finisce un gioco a cui senti che avresti potuto vincere, dove ti sentivi invincibile, quella partita così importante dove in palio però c’era molto di più, che un semplice premio.

Quale sarà però l’ultimo passo prima di arrivare alla consapevolezze che tutto è davvero finito, e cominciare quindi a stare bene. Quando, capirai di aver davvero voltato pagina, e che quel periodo farà parte di te, ma nulla più.

Ma cosa cambia! Quando l’unica cosa che vorresti è avere la tua parte di ragione, ritrovare il tuo io perso nei labirinti di quella che volevi essere, nella voglia di donare ogni parte di te. Nel voler essere ciò di cui l’altra metà aveva bisogno. Ma che importa! Quando rimani senza risposte, e quel che resta è solo un’idea sbagliata di te. Allora forse la linea da sorpassare non è più quella di passare oltre la storia, ma oltre ad un’altra consapevolezza. E forse è la più difficile. E ci sono tante altre porte da aprire, da varcare, o da richiudere. Ma come un puzzle i pezzi vanno messi ognuno al proprio posto. E almeno quello ho iniziato a farlo.

Postato da: buZZica a 16:24 | link | commenti (1) |

giovedì, 11 ottobre 2007

prendo ispirazione da 'fuori è buio' di tiziano ferro, che, lo ammetto, non ho mai amato particolarmente, ma questa canzone.. questa canzone non fa che parlare di noi, ed è una delle nostre tante canzoni.. quelle che stanno scrivendo con noi proprio la nostra storia. abbiamo parlato mille volte di cosa e come sia successo quando tutto è iniziato ed è passato così poco tempo, che se dovessi vedermi da fuori penserei di essere impazzita e di correre troppo... forse sono impazzita davvero, perché mi sento persa, eppure mi sembra di stare con te da sempre. questo amore incredibile, inaspettato e improbabile sta riempiendo quel vuoto di sempre, e mi fa sentire libera come mai prima. questo amore così diverso. è successo, ed è la cosa più bella che mi sia mai capitata. perché di fronte ai tuoi occhi non posso che perdermi e il solo stare con te mi fa dimenticare tutto il resto. non ho paura di nulla e non c'è spiegazione a nulla, non la cerco e non serve sapere.. e mi fa male ogni volta doverti lasciare, tornare nel freddo dopo il calore che sento quando sono con te, e aspettare la prima occasione per vederti, cercare mille scuse, raccontare storie improbabili e poco credibili per poter fuggire e venire da te, non farmi trovare da nessuno e non dare spiegazioni e non pensare ad altro se non a quanto mi fai stare bene, e ricordarti in casa, a fare colazione, a mangiare una pasta scotta perché non riesco a cucinare con te di fianco, a fumare in balcone, a passeggiare nelle nostre città e sognare di vivere sotto lo stesso cielo e mi manca il tuo contatto, il tuo profumo, la tua voce. i tuoi occhi dove vorrei rimanere per sempre. al sicuro. sono persa in un sogno.

Postato da: buZZica a 19:20 | link | commenti (9) |

venerdì, 14 settembre 2007

un sogno tutto mio, o quasi. che rimane tale. un vortice meraviglioso e intrigante. una sucessione di eventi che mi stanno facendo sentire viva, emozioni che mi pervadono e riempiono quel vuoto. e forse non sapevo di saper provare. è come una giostra che gira, la sensazione è questa. persiste il piacevole frastuono che mi inebria. le mie scelte. le evoluzioni. è un viaggio.

Postato da: buZZica a 08:20 | link | commenti (3) |

mercoledì, 29 agosto 2007

ha piovuto e avevo la finestra sul tetto aperta. ieri.

Postato da: buZZica a 08:08 | link | commenti (5) |

venerdì, 24 agosto 2007

sto per lasciare un altro appartamento, un'altra casa che è stata forse solo una pausa tra una vita e quella che sarà una nuova avventura. e come tutte le altre case che ho cambiato, lasciarla è come lasciare un pezzo di me, malgrado non abbia mai avuto la sensazione di rimanerci troppo a lungo. ma ora la lascio e forse per questo da qualche notte non ho sonno, la paura di non riuscire a trovare la mia strada a volte mi spaventa. mi sento crescere, le evoluzioni del mio sguardo sulle persone, il confronto di me verso gli altri cambia di continuo, e la percezione verso me stessa è un groviglio. piano piano mi sto rendendo conto di diventare indipendente sul serio, senza troppo bisogno di aggrapparmi alle persone, di vivere la mia vita come desidero, senza dover rendere conto a nessuno. ma quell'ombra rimane li, e la notte torna, per svuotarmi di ciò che ho colmato.

Postato da: buZZica a 11:07 | link | commenti (5) |

martedì, 21 agosto 2007

Che Torino fosse una bella città lo avevo già capito qualche tempo fa. Insomma non è mica vero che è una città girigia. Io l'ho vissuta colorata. Questa volta c'era il rosso del vino, tutti i colori dei muri di casa Mila, il blu e il rosso del palazzo borchiato, i colori dei playmobil, il nero del Pò gelatinoso che costeggia i murazzi, il grigio della cappa fumosa sul balcone e delle chiavi rotte nelle serrature, il trasparente dei bicchieri rotti. L'ho vissuta con amicizie nuove e che non voglio perdere. Ho sentito la sua arte; nelle cineprese, nella musica e in fotografie sfocate. L'ho sentita nella conquista della simpatia della gente. Ho sentito la verità in una mano letta e la presunzione di fingere di non crederci. L'ho sentita nella tristezza di dover lasciare anche questa volta una città diversa dalla mia, e per questo migliore. L'ho vista recitata con una simpatia inebriante, o forse era il vino, o forse era la notte, o forse era il momento, ma credo fosse tutto quanto. L'ho sentita nello sguardo vitreo davanti alla mia ignoranza cinematrografica, perché, certo, chi non conosce la donna della domenica!

Postato da: buZZica a 18:14 | link | commenti (3) |

martedì, 03 luglio 2007

Tra un mese, ti chiederò cosa hai deciso.
Con questa frase e dopo una bellissima chiacchierata, M. mi ha acompagnata a quella decisione che avrei dovuto prendere da tempo. Forse però era questo il momento giusto, forse avevo bisogno di lei e di quella spinta solo ora. 'Ci vuole coraggio, tiralo fuori e fallo, fallo assolutamente, parti'. Credo che la ringrazierò a vita per quella forza che mi ha dato.
Parto, quindi.
Torno in quella terra lontana, lontanissima, che sempre mi è rimasta nel cuore. Parto da sola, sarò io con me stessa a ricostruire quello che sarà un anno tutto mio. Vivo da sola da tempo ormai e non è l'indipendenza il mio problema. Sono semplicemente alla ricerca di qualche cosa che mi possa rendere felice, e il solo pensiero di partire e il profumo di quella libertà mi inebriano. Quello che una partenza del genere comporta, mi ha portato a calcolare ogni pcosa,più per quella mamma apprensiva che non vuole accettare questa mia decisione, pìù che per me. Non ho bisogno di sicurezze da ritrovare al ritorno qui, non mi interessa pensare al dopo.
Parto, quindi.
Alla fine di gennaio 2008.
Ed è quello che conta.

Postato da: buZZica a 14:04 | link | commenti (5) |